E’ autunno, tempo di bilanci e di prime verifiche in garage. Quasi un anno fa ho deciso di assemblare una  mountain bike con ruote da 29″ e provare l’esperienza della trasmissione singlespeed. Erano una novità sia il diametro delle ruote che la mancanza di corone e pacco pignoni quindi, per non sapere nè leggere nè scrivere, ho preferito affidarmi a componentistica che mi permettesse un passo indietro se non avessi gradito nè una soluzione, nè l’altra.

Mozzo DMR 135/10 per 9V.

Tecnicamente parlando i timori preventivi e mal riposti si sono tradotti nella scelta di un mozzo standard con ruota libera da 9 velocità, anzichè un mozzo appositamente pensato per l’uso single speed che avrebbe permesso una campanatura più appropiata della ruota, e l’adozione di una robusta guarnitura a singola corona per la pratica gravity (Shimano Zee), quindi componenti che supportano normali catene per 9/10 velocità anzichè catene più robuste. L’idea era quella di riciclare tutto in altri progetti se avessi avuto qualche ripensamento. Dopo oltre 2000 km percorsi in ogni situazione meteo e in condizioni ambientali tra le più varie ho raggiunto le prime significative certezze.

Distanziatori e pignone
Punto primo: perchè solo ora? In sella alla 29er singlespeed in acciaio mi sono divertito come non mi succedeva da tempo, al punto tale da pentirmi di non averlo fatto prima. Oltre alla gioia garantita ad ogni uscita ho riscoperto l’importanza di pensare alla pedalata adeguandola di volta in volta al terreno, alla velocità, alle asperità, ragionando solo in termini di cadenza, potenza e agilità non potento contare sull’aiuto della multi-trasmissione. Impareggiabile inoltre per ritrovare forma, fiato e smaltire kg in eccesso.

Distanziatori in alluminio
Punto secondo: nonostante abbia scelto componenti non pensati espressamente per l’uso singlespeed, i km percorsi non hanno prodotto alcun tipo di problema alla meccanica della trasmissione. Il punto debole delle mie scelte era sicuramente rappresentato dall’adozione di un mozzo da 9 velocità. E’ vero, non ho scelto un mozzo leggero da XC ma un robusto mozzo DMR 135/10, nemmeno troppo pesante (380 grammi), ma sufficientemente robusto da sopportura la continua e implacabile trazione dell’azione singola. La viteria passante da 10mm (anzichè bloccaggi QR standard) consente un posizionamento perfetto del mozzo tra i forcellini orizzontali che ho ulteriormente consolidato con due tendicatena. Se il corpetto ruota libera in alluminio da 9 velocità del mozzo, dopo oltre 2000 km, non ha evidenziato un solo segno d’usura il merito è tutto del pignone che ho scelto. Acciaio e alluminio non vanno d’accordo e di regola il primo prevale sempre sul secondo. Il pignone che ho montato però ha una base di 7 mm, quindi sufficientemente larga per distribuire la trazione, esercitata dalla pedalata, su una superficie più ampia del corpo ruota libera. Si dice che nessuno nasca imparato…nemmeno io lo nacqui…per cui diventa fondamentale, quando ci si inoltra sui terreni insidiosi delle novità, acquisire più informazioni possibili, curiosità e web formano un binomio formidabile e se non avessi attinto alle esperienze di tanti altri appassionati, sarei incappato certamente in qualche intoppo. In effetti, come confermano le foto di questo post, il corpetto si presenta privo di abrasioni, segni e scanalature: promosso a pieni voti!

Il corpo ruota libera DMR
Punto terzo: singlespeed è sinonimo di semplicità, anche e soprattutto nella gestione meccanica del mezzo. Avevo optato per la coppia 36×20, certamente non consona alle salite di montagna ma perfetta per i terreni golenali e pre-collinari nei dintorni di casa. Ho pedalato anche con pignoni da 18 e 16 denti mentre in futuro passerò a corone da 34 e 32 denti per affrontare dislivelli maggiori. Adattare la trasmissioni a nuovi contesti è semplice e veloce, basta organizzarsi con spezzoni di catena di lunghezze diverse e quick-link supplementari. Divertimento nel divertimento: modifichi la tramissione rismescolando le carte e ti ritrovi a pedalare una bici che sembra la stessa di prima ma non lo è più, che offre sensazioni diverse, che presenta nuove sfide e rende diverso e insidioso il percorso che si conosce a memoria. Impagabile.

http://www.ruoteparlanti.com/wp-content/uploads/2014/01/mozzo_04-1067x800.jpghttp://www.ruoteparlanti.com/wp-content/uploads/2014/01/mozzo_04-300x300.jpgEnrico LodiGarage29er,enricolodi,inbred,irontrust,mountain bike,mtb,on one,onone,ruoteparlanti,singlespeed
E' autunno, tempo di bilanci e di prime verifiche in garage. Quasi un anno fa ho deciso di assemblare una  mountain bike con ruote da 29' e provare l'esperienza della trasmissione singlespeed. Erano una novità sia il diametro delle ruote che la mancanza di corone e pacco pignoni quindi,...