Nella settimana europea della mobilità sostenibile (16/22 settembre) sono assalito da una moltitudine di pensieri…non è possibile continuare ad adattare le città e il territorio al numero delle automobile in costante aumento nè sopporto i vicini di casa che trasportano (e prelevano) i figli a scuola (a pochi metri dal mio ingresso) con l’automobile nonostante abitino a qualche centinaio di metri , nè comprendo il morboso attaccamento che ci ha reso schiavi del mezzo motorizzato. Occorre un radicale cambio di mentalità per rendere le città più vivibili e vivaci, meno inquinate e meno caotiche, più salubri e più serene. Se ci prova New York coi suoi 8.5 milioni di abitanti non ci può provare per esempio Milano assai più piccola, meno popolata e meno estesa? Oppure Casalgrande, dove abito, coi suoi 19.000 residenti? E’una questione culturale ancor prima che logistica, sociale od economica.

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E’ tempo che si ripensi alle città riorganizzandole in modo da razionalizzare il flusso dei veicoli motorizzati verso aree destinate alla produzione e alle attività commerciali preservando altre zone del territorio urbano.  Invece rabbrividisco quando leggo che gli amministratori milanesi risolvono il problema della sosta selvaggia permettendo il parcheggio sui marciapiedi, se per dimensioni lo consentono… A Tokyo , che ha 11 volte gli abitanti del capoluogo lombardo (di notte perchè di giorno si aggiungono altri 10 milioni di pendolari), il problema è stato affrontato e risolto da tempo nell’unico modo possibile: se hai un posto macchina (a casa, in un garage, dove ti pare…) puoi acquistare l’auto altrimenti usi i mezzi pubblici! Banale? Troppo semplice? Forse ma è l’unica soluzione praticabile. Invece quando accade, come spesso nel nostro Paese, che gli interessi della collettività soccombono se opposti all’egoismo del singolo, ci rimettiamo tutti, virtuosi ed egoisti insieme. Ben vengano le settimane europee della mobilità sostenibile da proporre però non 1 ma 10, 20 o 50 volte nell’arco dell’anno, per ricordare agli amministratori che occorre un impegno costante per cambiare mentalità e malcostumi, che le piste ciclabili vanno pensate non solo per il salutista della domenica ma per consentire un’alternativa credibile ai mezzi motorizzati, pubblici e privati, soprattutto nei giorni lavorativi, infine che l’uso della bicicletta fa bene al cuore, allo spirito e al portafoglio. Brava KHS Bicycles che qualche anno fa ha varato la campagna “Gas sucks, ride a bike!” ed è da ammirare lo sforzo di BikeNYC.org da anni impegnata nella sensibilizzazione degli abitanti e degli amministratori della Grande Mela.

 

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Nella settimana europea della mobilità sostenibile (16/22 settembre) sono assalito da una moltitudine di pensieri...non è possibile continuare ad adattare le città e il territorio al numero delle automobile in costante aumento nè sopporto i vicini di casa che trasportano (e prelevano) i figli a scuola (a pochi metri...