Mezzogiorno di metà dicembre, c’è un bellissimo sole ma il termometro ha faticosamente raggiunto 6 gradi soltanto. L’idea sarebbe di rimanere fuori alcune ore per pedalare in assoluto relax e fare un po’ di foto e non c’è niente di più godurioso che portarsi appresso una bevanda calda da cui trarre conforto strada facendo. Lascio a casa lo zainetto tattico, che mi avrebbe consentito il trasporto di un  classico thermos, per testare la borraccia termica Zefal Artica Pro.

Sulla carta il confronto è impietoso, tecnologia contro banale plastica, come se il Real Madrid ronaldiano affrontasse il zampariniano Palermo di queste stagioni ma nel corso della giornata toccherò con mano una realtà completamente diversa. L’ Artica Pro di Zefal mi è costata una dozzina di euro. Sulla carta è davvero una borraccia hi-tech se paragonata alla classica borraccia di plastica con cui fa coppia durante l’uscita-test.  Il costruttore sostiene che può conservare la bevanda al suo interno a una “buona temperatura” per almeno 2h30, ma non viene specificato cosa significa “buona temperatura” nè qual è il range di temperatura esterna ottimale perchè la borraccia termica mantenga le promesse. Zefal sostiene anche che è possibile mettere una bevanda con temperatura fino a 80° C all’interno della sua borraccia a triplo strato, con membrana metallica e schiuma di polietilene. Il tè all’arancia con cui la riempo raggiunge la temperatura limite, acqua nell’altra borraccia e via per le carrarecce e i single-track lungo il fiume.

Dopo un’ora di pedalata prima sosta, prime foto e primi sorsi: l’acqua è decisamente fredda mentre il tè poco più che tiepido…non sono particolarmente soddisfatto. Altra sosta dopo due ore: la borraccia di plastica mi restituisce un’acqua gelata mentre la Zefal hi-tech contiene un tè appena tiepido. Sono ormai le 15, il sole a breve scomparirà dietro le colline, la temperatura è calata e all’ombra il freddo è maggiore: l’acqua della classica borraccia in plastica è al limite della bevibilità talmente è fredda mentre il tè della Zefal è freddo…ma proprio freddo. Inoltre il sistema di chiusura/apertura della valvola che si attua ruotando il disco sul quale la valvola stessa è fissata è molto scomodo quindi o la tengo costantemente aperta (la cosa non causa la fuoriuscita del contenuto ma la polvere entra all’interno del condotto) oppure sono costretto a mettere e togliere i guanti tutte le volte che mi disseto e la cosa non è il massimo, al freddo e su terreno dissestato. Bene…rientro a casa dopo quasi 4 ore di permanenza al freddo di una bellissima domenica di dicembre e se voglio gustarmi un sorso di tè caldo non mi rimane che una soluzione, ovvia e drastica…

La borraccia Zefal Artica Pro ha fallito la sua missione e mi costringerà a ritornare all’uso dello zainetto e al thermos per le uscite invernali più lunghe. Lungi dal pretendere che il suo contenuto fosse ancora caldo dopo tre o quattro ore, avrei però gradito un sorso di bevanda calda dopo un’ora all’aperto visto che viene garantita un’efficienza per almeno il doppio del tempo. A questo punto mi riprometto di provarla con la buona stagione perchè, in ogni caso, ha evidenziato un buon isolamento; al rientro a casa l’acqua era letteralmente imbevibile tanto era fredda mentre il tè pur freddo si beveva ancora, nè più nè meno come un’ora prima.

http://www.ruoteparlanti.com/wp-content/uploads/2017/02/zefal_01-1164x800.jpghttp://www.ruoteparlanti.com/wp-content/uploads/2017/02/zefal_01-300x300.jpgEnrico LodiNewsadventure,borraccia,ciclismo,cycling,mountain bike,mountain biking,mtb,ruoteparlanti,zefal
Mezzogiorno di metà dicembre, c'è un bellissimo sole ma il termometro ha faticosamente raggiunto 6 gradi soltanto. L'idea sarebbe di rimanere fuori alcune ore per pedalare in assoluto relax e fare un po' di foto e non c'è niente di più godurioso che portarsi appresso una bevanda calda da...